La plastica nelle autovetture
Plastiche:
- imbottiture sedili
- paraurti
- plance
- serbatoi
- vaschette
- copricerchio
- altri accessori
La metodologia di trattamento per la gestione del recupero dei veicoli a fine vita si basa essenzialmente sulla frantumazione delle carcasse per il riciclaggio dei rottami metallici ferrosi e non ferrosi, che corrisponde a circa il 75% del peso di ciascun veicolo.
L’insieme dei restanti materiali, comunemente chiamato “fluff”, stimato intorno al 25% del peso del veicolo, è attualmente destinato in maggior parte alla discarica.
In base alla Direttiva 2000/53/CE, entro il 1° gennaio 2015 la percentuale di reimpiego e recupero dei materiali presenti in un veicolo fuori uso dovrà essere incrementata fino ad un valore minimo pari al 95% del peso per veicolo/anno. Tutto ciò determina che una parte del fluff dovrà essere recuperata e valorizzata.
Numerose componenti per autovetture, tra cui paraurti, serbatoi, griglie del radiatore, fanali, cruscotti, accessori interni vari, ecc., sono realizzate utilizzando diverse tipologie di plastiche. Queste sono in funzione delle esigenze di sicurezza, economicità, estetica e altro.
Di seguito è riportata una tabella di riferimento in cui vengono evidenziati il peso e la relativa percentuale delle diverse tipologie di plastiche che sono presenti mediamente in un’autovettura europea.
La composizione e il peso delle diverse parti plastiche variano per il tipo di autovettura e per la presenza di accessori. (tab1)
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Tipologia e quantità delle plastiche utilizzate nei diversi componenti di una autovettura.
(tab2)
La tabella indica il peso, la percentuale ed il materiale polimerico di cui sono costituiti generalmente i diversi componenti di un’autovettura europea.
Anche in questo caso, la composizione e il peso delle diverse parti plastiche variano per il tipo di autovettura e per la presenza di diversi accessori.

Il ruolo della plastica nell'industria del riciclaggio.
Dalla demolizione degli autoveicoli vengono recuperate una serie di parti in plastica, soprattutto attraverso il processo di riciclaggio.

Le plastiche omogenee. (fig1 – 2)
Le principali componenti dell’automobile, costituite da plastiche omogenee, non hanno particolari problemi per la fase di riciclo:
- paraurti (polipropilene)
- imbottiture sedili (poliuretano)
- serbatoi (polietilene alta densità)
- copricerchi (poliammide)
- alcuni cruscotti e fanali
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I materiali accoppiati.

In molti, casi le componenti sono costituite da materiali plastici accoppiati con altre tipologie di materiali. Questo rende più difficile il loro recupero/riciclo e, a seconda del tipo di autovettura (in funzione anche delle economie di processo), avviene il processo di recupero parziale o totale.
Tra le diverse componenti e materiali si possono trovare:
- cruscotto (PVC; ABS; poliuretano, gomma termoplastica ecc.)
- rivestimenti laterali (plastica eterogenea e PVC)
- scatole portafiltri (polipropilene con sovrastampaggi in poliammidica)
- paraurti realizzati non in solo polipropilene
- parti di carrozzeria (leghe di ABS e policarbonato)

Ad oggi sono in corso una serie di sperimentazioni (a livello nazionale ed internazionale) per migliorare il recupero e riciclo di questi componenti.
Il raggiungimento di nuovi risultati deve necessariamente essere affiancato da una strategia di Ecodesign che preveda la facile separazione di materiali e componenti al fine di raggiungere gli obiettivi di riciclo del 95% previsti dalla Direttiva UE per il 2015.

Riciclaggio delle materie plastiche

Scelte per ragioni di stile, di sicurezza o di manutenzione, le materie plastiche sono utilizzate anche per motivi ecologici: minor peso e quindi consumo ridotto e minor inquinamento. La Saxo racchiude più di 200 pezzi riciclabili. Il metodo di riciclaggio differisce a seconda che essi appartengano alla famiglia dei termoplastici (80%) o dei termoindurenti (20%). Così, in vista del loro riciclo, tutti i pezzi plastici montati sulla Saxo sono marcati in modo specifico per poter distinguere la famiglia di appartenenza.

Per facilitarne il riciclaggio, oltre alla marcatura, i materiali riciclabili sono stati attentamente studiati da parte dei tecnici in fase di studio, per quello che riguarda i seguenti campi:

* Progettazione di sotto-insiemi facilmente smontabili e riciclabili

* Standardizzazione dei materiali per grandi funzioni:

o poliammide per i pezzi sotto il cofano

o polipropilene per i paraurti e i pezzi di assorbimento degli urti

* Utilizzo privilegiato di termoplastiche facilmente trasformabili e riciclabili:

o polipropilene per i pezzi stampati: plancia, allestimento interno

o polietilene per i pezzi soffiati o estrusi: serbatoio

* Controllo del riciclaggio di materiali quali i termoindurenti:

o ripiano posteriore, frantumato, serve come carica per la fabbricazione di altri ripiani con lo stesso livello qualitativo

o poliuretano dei sedili, riformulato e riutilizzato

* Utilizzo crescente di materiali naturali "biodegradabili": alcune insonorizzazioni...

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E DOPO, UN NUOVO INIZIO

Le materie plastiche usate per realizzare un auto possono essere riutilizzate in vari modi: riciclando la materia dismessa attraverso il riciclo meccanico o il riciclo chimico, oppure recuperando l'energia che i rifiuti plastici contengono. Nella valutazione delle differenti opzioni è opportuno tenere conto di un importante dato di partenza: che nell'auto si utilizzano ben 21 polimeri diversi.

RICLICO MECCANICO

Il settore auto ha raggiunto un alto livello di riciclo meccanico (75% di tutti i materiali utilizzati) e questo riguarda molto da vicino i tanti componenti in plastica. Attualmente è in corso il Progetto Eureka, promosso dall'Associazione Europea dei Produttori di Materie Plastiche (APME), che per il 2000 prevede di riciclare meccanicamente il 16% della plastica totale contenuta in un'auto. Al momento però l'ipotesi è ancora economicamente poco promettente. Le maggiori case automobilistiche riciclano già i paraurti usati per realizzarne dei nuovi e per produrre griglie di radiatori, luci posteriori, condotti aria sottocofano. Si stima che questo trattamento coinvolga ogni anno circa 200.000 paraurti.

RICICLO CHIMICO

Questo procedimento, che scompone chimicamente la materia dismessa per riottenerne i monomeri di base prevalentemente da manufatti in nylon e in PET, è esclusivo delle materie plastiche. La sua adozione nel settore dell'auto è attualmente in via di sperimentazione.

RECUPERO ENERGETICO

La plastica contiene una quantità di energia pari a quella del petrolio che è stato utilizzato per realizzarla, e la si può recuperare con la termovalorizzazione. Questa procedura è attualmente utilizzata in Europa su vasta scala per il trattamento dei rifiuti plastici.

L'AUTO DEL FUTURO

L'auto del prossimo futuro conterrà circa 140 chili di plastica e utilizzerà 13 differenti polimeri.

Nelle auto della Formula Uno, telai leggerissimi in metallo verranno combinati innovativamente a gusci di plastica per creare una potentissima combinazione fra forza, sicurezza e durata. Con i materiali compositi (tessuti in fibra di vetro o di carbonio impregnati con resine termoindurenti) già si realizzano parti strutturali delle auto da corsa.

Nei prossimi 50 anni diventeranno realtà le hipercar e le eco-car: veicoli elettrici ultraleggeri capaci di aumentare fino a 20 volte le possibilità offerte dall'energia che oggi viene utilizzata da un'auto in città. E diminuendo fino a 1000 volte le emissioni dannose per l'ambiente.

Con il passare del tempo le auto peseranno meno di 500 chili: saranno più leggere dei passeggeri e del bagaglio che potranno trasportare.

Il futuro richiederà veicoli capaci di adattarsi alle più differenti caratteristiche del terreno, mantenendosi perfettamente aderenti al suolo. Le materie plastiche sono l'ideale: da un lato hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione dei veicoli che sono andati alla scoperta di Marte, e dall'altro sono state fondamentali per sviluppare il mezzo che ha segnato il record di velocità terrestre, ben 1.350 chilometri all'ora.

Grazie alla valorizzazione termica i rottami di un'auto potranno diventare un combustibile altamente ecologico che sostituirà in parte quelli tradizionali.

L'uso della plastica per realizzare il collettore di aspirazione dell'aria costituisce uno dei più innovativi sviluppi della tecnologia delle materie plastiche degli ultimi anni. Questi alcuni dei molti benefici:

  • 50/60 % di peso in meno;
  • bassa resistenza al flusso sulla parete interna, tale da consentire risparmio di carburante e prestazioni più elevate;
  • bassa conduttività termica: l'aspirazione dell'aria è meno calda, si espande meno e più ossigeno raggiunge il cilindro consentendo una migliore combustione;
  • il nuovo collettore è riciclabile.
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